VENUTO AL MONDO
"Il destino è come il cuore,
è dentro di noi fin dal primo istante,
quindi è inutile cambiare strada."
... Che magia quei libri che ti capitano tra le mani per
caso, senza che tu li abbia scelti, senza averli comprati o ricevuti in regalo.
Quei libri che altre persone ti prestano perché li hanno
appena letti e ne portano ancora i segni, perché è ancora vivo il ricordo delle
emozioni che hanno acceso, e prestarli è un modo per farne circolare l'energia,
e urlare al mondo quanto siano preziosi.
E allora cominci a leggerli e scopri che la vita non c'è
bisogno di forzarla, che a volte è meglio lasciarle fare il suo corso,
lasciarla scorrere, perché quando vuole sa recapitarti il messaggio quando più
ti occorre, e lo fa servendosi di un perfetto estraneo, che per caso ti presta
il libro giusto al momento giusto.
“E’ la vita che mischia le carte, che d’improvviso canta e
anticipa il giorno”.
E' la coincidenza, o il destino, è l'insegnamento di cui
abbiamo bisogno che trova il modo di raggiungerci.
Anche se "Venuto al mondo" non è propriamente un
libro.
E' un pugno nello stomaco. Veloce, dissacrante, profondamente femminile.
I sentimenti della donna sono esplorati senza riserve, nessuna zona protetta,
non ci sono limiti né aree oscure, niente di cui vergognarsi.
Una storia che a leggerla si teme di aver osato troppo, che sembra
lontanissima dalla nostra quotidianità, e che pure potrebbe capitare a
chiunque, a noi, ogni volta che desideriamo fortemente qualcosa, e con
ostinazione che nemmeno pensavamo di avere forziamo gli eventi e il corso
naturale delle cose per averla, e allora la vita di fronte alla determinazione
quella cosa ce la dà .. ma ci porta da tutt'altra parte.
A un punto in cui non
ci capiamo più nulla, siamo disorientati, e forse … no, non rimpiangiamo nulla,
eppure…
E' un libro che ti apre uno squarcio, popolato di personaggi
tenaci, che si ubriacano di sentimenti, che non hanno paura di spingersi oltre,
di perdere l'equilibrio, di appoggiare il piede oltre il confine della moralità
e della normalità. Che oltrepassano il punto di non ritorno, quello che ti
stravolge la vita e ti lascia così, senza fiato, in bilico tra la paura e la
speranza.
“ …La speranza che appartiene ai figli. Noi adulti abbiamo già
sperato, e quasi sempre abbiamo perso”.
E’ proprio la speranza la cifra ultima che, dopo tanto orrore, consente alla protagonista di venire a patti con il passato, di capire non solo con la testa, ma visceralmente, che il filo non si è mai spezzato. Quel figlio tanto desiderato, tanto cercato è “venuto al mondo” durante la guerra, fra l’orrore e le macerie, come segno di una nuova luce, di una rivincita, di una fiducia fortissima nel futuro.
La vita spudorata, dilaniata, che va in pezzi, e di nuovo si ricompone,
imprevedibile, più bella di prima.
Grazie alla vita che mi ha fatto recapitare questo libro,
grazie all'autrice che mi ha indicato cosa mi manca in questo momento della
vita.
Il coraggio di raccogliere i pezzi. Di nuovo.
E lasciare che sia.
Lettura consigliata? No. Perchè questo non è un libro per
tutti.
E' per pochi uomini. Per molte donne. Ma non per tutti.

